La mamma di Alessandro e la doccia

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Come tutti ben sappiamo, l’adolescenza è quella fase della vita in cui la curiosità sessuale e la voglia di sperimentare raggiungono i livelli massimi. Oggi ho deciso di condividere con voi un'esperienza che ogni tanto mi ritorna in mente; ammetto che mi eccita ancora un po’, facendomi fantasticare sui risvolti che avrebbe potuto avere.

In quel periodo, nel pomeriggio dopo la scuola, andavo spesso a casa di Alessandro, uno dei miei migliori amici di allora. Con lui parlavamo di tutto, ma la nostra ossessione erano gli argomenti a sfondo sessuale: fantasticavamo insieme su cosa avremmo fatto non appena ne avessimo avuto l'occasione. Arrivavamo addirittura a dirci cose del tipo: «Sai, ieri ho fantasticato un po’ su tua madre... ha davvero delle tette fantastiche!». Insomma, per quanto riguardava pensieri e desideri, non avevamo segreti, né un briciolo di gelosia o vergogna.

La storia che vi sto raccontando riguarda proprio sua madre, Lucia. All'epoca avrà avuto circa 45 anni e, nonostante non avesse un corpo chissà quanto curato, ti faceva salire pensieri sconci ogni volta che la vedevi passare per casa.

Quel pomeriggio, nel piccolo appartamento, c’era la famiglia di Alessandro al completo: suo padre era come sempre sdraiato sul divano a guardare programmi politici in TV e Lucia si stava occupando delle pulizie. Io e Alessandro, invece, eravamo chiusi nella sua cameretta a giocare ai videogiochi e a navigare sui nostri primi siti internet. Durante la ricerca di immagini di nudo su siti gratuiti, che all’epoca non erano così comuni come oggi, incappammo in un portale che raccoglieva foto di calendari di modelle in topless. Rimanemmo un po’ in silenzio, poi Alessandro mi disse bruscamente: «Io ho bisogno di segarmi».

Nonostante non mi ponessi troppi problemi, ogni volta che Alessandro veniva assalito da queste voglie irrefrenabili preferivo lasciarlo solo per qualche minuto e approfittarne per andare a masturbarmi a mia volta, chiuso in bagno. E sapete perché preferivo quel bagno alla cameretta? Non giudicatemi, ma lì c’era il classico cesto della biancheria sporca dove spesso trovavo i reggiseni e le mutande di Lucia. Usarli per masturbarmi mi faceva eccitare da morire.

Uscii dalla camera, percorsi il piccolo corridoio che univa le stanze ed entrai immediatamente in bagno. Mi chiusi a chiave e iniziai a rovistare nel cesto, sperando di trovare qualcosa di suo. La trovai, e unendola alle immagini viste poco prima, riuscii a venire in tempi record. Rimisi le mutande di Lucia nel cesto, assicurandomi di nasconderle sotto più strati possibili di panni sporchi, visto che le avevo bagnate e macchiate con il mio sperma. Mi ricomposi e feci per uscire, convinto che anche Alessandro avesse ormai finito la sua sessione di autoerotismo.

Aprii la porta e mi ritrovai davanti proprio lei.

«Scusami Andrea,» esclamò Lucia, «ma stavo aspettando che il bagno si liberasse. Se hai fatto, io avrei bisogno di farmi una doccia».

Le risposi che avevo finito e la lasciai passare, un po’ imbarazzato. Mi diressi verso la camera di Alessandro mentre sentivo la porta del bagno chiudersi alle mie spalle. Stavo per poggiare la mano sulla maniglia della cameretta quando mi assalì una voglia improvvisa e violenta: dietro quella porta Lucia si stava spogliando. Dovevo assolutamente vedere il suo corpo nudo; volevo le sue tette, di cui avevo sempre immaginato forme e dimensioni.

Mi voltai e, in punta di piedi, tornai verso il bagno. L’adrenalina scorreva a mille per due motivi: il padre di Alessandro era a pochi metri di distanza e, se fosse uscito, mi avrebbe beccato in flagrante; inoltre, stavo per vedere per la prima volta una donna nuda che conoscevo davvero. La madre del mio migliore amico!

Mi avvicinai sentendo i battiti del cuore in gola. Ero agitatissimo, ma la curiosità era tale che non mi sarei tirato indietro per nulla al mondo. Mi fermai davanti alla porta e, con una lentezza estrema, abbassai lo sguardo verso la serratura. Era una di quelle vecchie porte con la chiave molto spessa: il buco era abbastanza grande da permettere una visuale nitida, seppur ridotta.

Appoggiai l’occhio. La chiave, inserita dall'altro lato, era stata girata in diagonale e non ostacolava la vista. Misi a fuoco: Lucia era in piedi, di spalle, al centro del piccolo bagno, proprio a fianco del cesto della biancheria sporca. Si stava sfilando il reggiseno.

Il cuore accelerò ancora e l'eccitazione divenne ingestibile.

Lucia si tolse lentamente il reggiseno e ruotò il corpo verso la porta. Aveva un seno spettacolare. Non erano le tette finte e perfette delle modelle viste poco fa al pc, ma seni veri, maturi, con l'areola scura che risaltava sulla pelle chiara. Quella visione mi lasciò paralizzato. Non riuscivo a staccare l’occhio da quel buco. Lei si accarezzò un po’, poi si girò di nuovo dandomi le spalle e per un attimo voltò la testa all'indietro, come se volesse lanciare uno sguardo verso la porta. Poi fece scivolare le mani lungo i fianchi fino all'elastico delle mutande; le afferrò con delicatezza e, chinandosi in avanti, iniziò ad abbassarle.

Non volevo crederci: stavo per vedere tutto. Ma proprio in quel momento, sentii la porta alla mia destra aprirsi.

Trasalii. Era la camera di Alessandro. Mi voltai e lo vidi lì, sulla soglia, che mi fissava. Rimasi pietrificato, palesemente beccato a spiare sua madre, ma lui mi sorrise e mi fece cenno di avvicinarmi. Nonostante il rimpianto per lo spettacolo che stavo perdendo, mi scostai dalla serratura e lo raggiunsi nel massimo silenzio.

Appena gli fui di fronte, si avvicinò al mio orecchio e sussurrò: «C’è mia madre dentro? Sei riuscito a vederla nuda? Adesso voglio vederla anche io».

Non feci in tempo a rispondere che già si stava dirigendo in punta di piedi verso il bagno. Si chinò e appoggiò l’occhio alla serratura. A quella vista, devo confessarlo, il mio cazzo rischiò di esplodere: Alessandro, davanti ai miei occhi, stava guardando sua madre nuda che, proprio in quel momento, si stava togliendo le mutande in modo provocante. Lo vidi immobile, con l’occhio premuto contro la serratura, poi si voltò e sgattaiolò di nuovo in camera sorridendo. Una volta al sicuro, ci mettemmo ai lati opposti della stanza e ci segammo come pazzi.

Questa scena è impressa nella mia mente da decenni. Mi eccitò allora e, con la consapevolezza di oggi, mi eccita ancora di più. Non ne avrò mai la certezza, ma con la maturità ho iniziato a sospettare che Lucia si fosse mostrata di proposito, immaginando che fossi lì a spiarla. Il suo voltarsi per un istante e la lentezza dei gesti mi sembrano prove schiaccianti. Forse, trovando la porta chiusa, ha a sua volta sbirciato dalla serratura, vedendomi masturbare con la sua biancheria? Forse questo l'ha fatta sentire desiderata da un giovane ragazzino e l'ha eccitata a tal punto da spingerla a mostrarsi nuda?

C’è però una cosa di cui sono convinto lei non tenesse conto, e che mi eccita ancora di più: a vedere il suo corpo completamente nudo, alla fine, non sono stato solo io, ma anche suo figlio Alessandro.

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