Il segreto di Nico e Danilo
Fin da quando ne ho memoria sono sempre stato amico di Danilo; siamo sempre stati migliori amici. Non abbiamo mai raccontato a nessuno di quell’esperienza che vivemmo durante quelle vacanze estive: chissà cosa avrebbero pensato.
Accadde un giorno di luglio. La scuola era finita, ci eravamo appena diplomati entrambi e ci stavamo godendo le vacanze e il tanto amato "dolce far niente". Quella sera ci sarebbe stata una delle numerose feste che si organizzavano in quel periodo. Danilo era venuto da me per passare il pomeriggio a giocare alla Play; poi ci saremmo preparati e saremmo andati alla festa insieme. Con noi, però, sarebbe venuta anche la sua nuova ragazza. Cambiava spesso ragazza: era uno stronzo che le prendeva in giro e voleva soltanto scopare, era risaputo, ma loro gli cadevano comunque ai piedi. Io, invece, ero l'opposto: avevo avuto soltanto qualche piccola esperienza, qualche bacio e qualche semplice “strusciata”, nient’altro.
Mentre giocavamo, mi alzai per andare in bagno. Per caso mi cadde lo sguardo sull’orologio e vidi che si era fatta quasi ora di cena: eravamo rimasti ipnotizzati da quello schermo per più di quattro ore. Glielo feci presente e lui rispose che era ora di darsi una mossa: dovevamo ancora preparare la cena e poi farci belli per la festa. Decise di cucinare un po’ di pasta e io, allora, andai a farmi una doccia.
Proprio mentre mi spogliavo, Danilo spalancò la porta del bagno per chiedermi che tipo di pasta volessi. Quando vide che ero completamente nudo arrossì completamente e mi chiese scusa, richiudendosi subito la porta alle spalle. Non era la prima volta che ci vedevamo nudi, ma quella reazione mi lasciò uno strano calore addosso che non sapevo spiegare.
Cenammo come se nulla fosse successo. Lui mi raccontò di tutte le porcate che faceva con Monica, la sua nuova ragazza, e di come si stesse già stancando di lei. Finito di mangiare, questa volta andò lui a farsi la doccia. Mentre sentivo l’acqua scorrere, un impulso improvviso mi spinse a entrare in bagno. «Mentre tu ti lavi, io mi sistemo i capelli», dissi cercando di sembrare disinvolto.
Lo specchio era di fronte alla doccia. Quando Danilo uscì e iniziò ad asciugarsi, lo vidi nel riflesso: era atletico, sicuro di sé. Mentre osservavo il suo corpo di soppiatto, alzai lo sguardo verso il suo viso e notai che anche lui mi stava fissando attraverso lo specchio. L'aria nel bagno, già satura di vapore, divenne improvvisamente pesante.
Danilo arrossì di nuovo e, stavolta, anch’io. «Stavi guardando il mio cazzo? Le ragazze ne vanno matte. Vuoi provarlo?» disse spavaldo per nascondere l’imbarazzo. Io rimasi in silenzio spiazzato dalla domanda. Mi si avvicinò alle spalle e mi prese per i fianchi, premendo il cazzo contro il mio culo in modo solo apparentemente scherzoso. Gli dissi di smetterla, ma la mia voce era meno ferma di quanto volessi.
«Dai Nico, davvero non vuoi provarlo? Ho visto come mi hai guardato», insistette. Mi mise una mano sulla spalla e mi costrinse a girarmi; poi mi prese il viso tra le mani e mi baciò. Fu un bacio lungo, che sapeva di sfida e desiderio represso. Le nostre lingue si cercarono con un'avidità che mi fece tremare le gambe. Quando ci staccammo, abbassai lo sguardo e vidi che il suo cazzo era completamente eretto; anche io stavo per esplodere e lui se ne accorse.
Mi spinse di nuovo la lingua in gola, più rudemente, e mi premette contro il muro. Mi fece voltare, abbassandomi i pantaloncini con un gesto rapido. Appoggiò il suo corpo nudo al mio, poi il suo cazzo sul mio culo, mentre la mia faccia premeva contro le piastrelle fredde. Mi sussurrò all’orecchio: «Questo ti farà male, Nico».
Non feci in tempo a rispondere che sentii un dolore lancinante. Mi era entrato dentro con una spinta secca. «Dani, ma che fai? Sei impazzito?» gemetti, stringendo i denti. Lui però non si fermò, sussurrando con voce roca: «Zitto, rilassati e godi». Iniziai a respirare a ritmo con i suoi movimenti e, lentamente, la tensione si trasformò in un piacere travolgente. Ero lì, con la faccia contro il muro, a farmi inculare dal mio migliore amico; l'idea mi eccitava oltre ogni limite.
Dopo qualche altra spinta vigorosa, Danilo venne dentro di me; sentii la sua sborra inondarmi e questa sensazione mi portò al limite. Iniziai a segarmi freneticamente e, dopo pochi istanti, sborrai anch'io contro il muro del bagno.
Danilo tornò subito in doccia per sciacquarsi. Io rimasi lì, immobile, con il respiro corto, cercando di processare quello che era appena accaduto. Quando uscì, il suo sguardo era cambiato: era tornato gelido. «Non accadrà mai più. Anzi, non è mai successo: non parlarne con nessuno», disse in modo secco. E prima che potessi dire una parola, era già sparito in camera mia per prepararsi per la festa, lasciandomi solo con il silenzio del bagno.